Applicabilità degli studi di settore

Applicabilità degli studi di settore
Circa un mese fa ho letto di una sentenza di Cassazione che dichiarava non applicabili gli studi di settore alle aziende ubicate in zone svantaggiate. È possibile ricevere i dati della sentenza?

A.L.

Risponde Pier Luigi Marchini

Le sentenze della Cassazione fino ad ora succedutesi non hanno affermato in modo esplicito l’inapplicabilità degli studi di settore alle aziende ubicate in aree svantaggiate.
Le massime recentemente pronunciate dalla Cassazione in tema di studi di settore hanno inteso, tuttavia, affermare l’assoluta cautela nell’attribuire un automatismo al meccanismo accertativo derivante dall’applicazione di tali strumenti.
Al riguardo, possono essere citate la massima n. 17229 del 28 luglio 2006, la quale ha affermato che gli studi di settore, essendo strumenti aventi natura di atti amministrativi generali, non possono essere considerati sufficienti affinché l’ufficio possa operare l’accertamento senza che l’attività istruttoria sia completata; così come la sentenza n. 19163/2003 che, in sintesi, ha puntualizzato in modo preciso come non possa ritenersi ammissibile che il reddito d’impresa venga determinato in maniera automatica a prescindere dall’analisi della reale capacità contributiva del soggetto sottoposto a verifica, e quindi delle caratteristiche oggettive e soggettive del medesimo.
È opportuno tuttavia evidenziare al riguardo come di recente sia stata la stessa Agenzia delle Entrate attraverso le Circolari n. 31/E del 22 maggio 2007 e 38/E del 12 giugno 2007 a ribadire come in sede di accertamento l’applicazione degli studi di settore debba ispirarsi a criteri di ragionevolezza tali da evitare la penalizzazione di contribuenti per i quali il meccanismo presuntivo potrebbe non risultare idoneo a cogliere le effettive condizioni di esercizio di attività. Tali condizioni di marginalità economica dovrebbero essere generalmente contraddistinte, come specificato nella Circolare n. 31/E, da elementi riguardanti l’età del contribuente, la limitata dotazione e/o l’obsolescenza dei beni strumentali, l’assenza di dipendenti, l’assenza di costi relativi a servizi, così come la localizzazione territoriale dell’attività o le ridotte dimensioni del mercato servito.

In questa sezione sono presenti le risposte del dott. Pier Luigi Marchini pubblicate sul quotidiano economico-finanziario “Italia Oggi” all’interno della Rubrica “Il Quesitario”.

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